Loading...

In Primo piano

Dal 14 al 16 ottobre nella “Piazzetta” della Regione Cna Bologna ha accompagnato una trentina di imprese della filiera del cibo

Bologna si è messa in vetrina all’Expo

All’Expo sono arrivati gli artigiani bolognesi del cibo. Sono quasi una trentina le aziende Made in Bo che grazie a Cna Bologna si “sono messe in vetrina” nell’esposizione universale mai come in questo periodo affollata di pubblico. E’ il gruppo più numeroso di aziende bolognesi che si presenta ad Expo.

Sono imprese appartenenti a settori molto diversi da loro: dall’alimentare alla comunicazione, dalla meccanica al documentario, dall’Ict alla cultura. Ma tutte seguono un filo conduttore, che è poi il tema dell’Expo: quello del cibo. Il progetto di Cna, col nome "Il cibo ha fatto impresa", ha partecipato al bando della Regione Emilia Romagna e ha ricevuto il contributo della Camera di Commercio di Bologna.

Da mercoledì 14 a venerdì 16 nello spazio della Regione “La Piazzetta” all’interno del Padiglione Italia le aziende hanno presentato le loro eccellenze, le loro novità, le loro innovazioni. Obiettivo comune: cogliere l’opportunità offerta da Expo 2015 per valorizzare le eccellenze di prodotto e il saper fare delle imprese bolognesi appartenenti alla filiera del food.

“Dopo il successo degli artigiani dell’alimentare e dell’artistico che accompagnammo all’Expo di Shanghai 2010, non potevamo mancare a questo appuntamento di interesse mondiale – spiega Cinzia Barbieri, Segretario Cna Bologna -. Questa volta abbiamo allargato la partecipazione a settori molto diversi tra loro, quello che li unisce, oltre che appartenere alla filiera del cibo, è la loro capacità di innovare e di saper guardare oltre i confini bolognesi. Una strategia che Cna metterà sempre più al centro del suo impegno: portare le piccole imprese bolognesi sui mercati esteri”.

La prima giornata delle imprese bolognesi ad Expo è stata dedicata a “Food & comunicazione”: incontri e seminari su comunicazione, packaging, 3D, fotografia, web come elemento per dare valore ai prodotti alimentari e comunicarli in maniera efficace. Come è avvenuto per il Cioccoshow, case history di valorizzazione della città di Bologna e della produzione artigianale di cioccolato.

Il Cioccoshow ad Expo ha raccontato la sua storia di successo di marketing territoriale, dieci anni di manifestazione con la fortunata esperienza a New York lo scorso anno. Una storia che prosegue con la presentazione in anteprima ad Expo di una gustosa novità che sicuramente farà parlare molto di sé: il “Blend cioccolato Bologna”. Un gruppo di cioccolatieri protagonisti ogni anno del Cioccoshow, gli stessi che nel 2014 hanno avuto grande successo col Cioccoshow a New York, hanno studiato una ricetta che potesse dare origine ad un cioccolato che rappresenti la città di Bologna. Come ricetta vincente è stata scelta quella proposta dal maestro cioccolatiere Renato Zoia, un blend speziato legato ai gusti di Bologna, dove si possono ritrovare i sapori della cannella, della noce moscata, dei chiodi di garofano. In questo progetto hanno partecipato i maestri cioccolatieri Marina Marchiori, Francesco Elmi, Giuseppe Sartoni e Laura Ardagna.

Nella prima giornata, gli “Artigiani bolognesi del cibo” hanno portato molte novità per i visitatori dell’Expo: presentato un eco materiale per il Biopackaging che oltre ad essere riciclabile sarà anche compostabile (Cartotecnica Moreschini e Litografia Sab), presentato un progetto contro la fame che si ispira al microcredito di Muhammad Yunus (Imagem srl), divulgate le strategie più efficaci per comunicare il cibo sui social network (Big srls); presentata una mappa georeferenziata degli artigiani italiani disponibile come app (Luna Libera università delle Arti); col fototurismo gastronomico valorizzata la tipicità dei prodotti del territorio realizzando un book fotografico (Ottiche Creative e Digital Imaging) La giornata si è conclusa con uno spettacolo suggestivo, una performance del tenore Cristiano Cremonini che ha interprato arie di Puccini, Verdi e il brano “Caruso” di Lucio Dalla.

Nella seconda giornata proposto il tema “Food in doc”: incontri, attività formative, proiezioni di film e documentari a tema food, con la valorizzazione di prodotti agroalimentari della regione. Realizzata in collaborazione con D.E-R Documentaristi Emilia Romagna. Dunque è stato mostrato come si costruisce un film documentario su cibo e territorio realizzando uno sceneggiatura che vada oltre i tradizionali filmati istituzionali aziendali (Jessica Pini, Lara Rongoni, Alessandro Rossi e Michele Mellara); presentato il libro “Né carne né pesce. Vegetariani e vegani ai fornelli” edito da Newton Compton, che prende spunto dall’omonima trasmissione televisiva andata in onda con successo su Sky, un viaggio lungo la penisola alla scoperta della cucina di qualità in chiave vegetariana.

Proiettati i cortometraggi “Life only comes from life” che racconta la storia di un piccolo datterino (Francesco Monticelli, Chiara Orempuller e Andrea Monticelli), “Storie di terra e di Rezdore” ricavato da una monumentale mole di materiali e testimonianze (Antonio Cherchi e Nico Lusoli), “God save the green” fortunato documentario vincitore di numerosi premi ai festival che racconta persone le quali attraverso il verde urbano hanno cambiato in meglio il tessuto sociale in cui vivono. In programma incontri BtoB tra i documentaristi e distributori e professionisti di cinema e tv per favorire la promozione nazionale e internazionale di documentari.

La terza giornata ha proposto “Food & Innovazione”: incontri e seminari sui temi dell’innovazione della filiera agroalimentare dove saranno affrontati i temi della ricerca nella produzione tradizionale, l’applicazione di tecnologie emergenti nel campo alimentare e l’attenzione sugli effetti sulla salute da parte di chi produce alimenti. Grande curiosità per la “Realtà aumentata” proposta da Yoomee Technologies, un’esperienza innovativa applicata al packaging, che consente di visualizzare elementi virtuali sovrapposti allo scenario reale; così come altrettanta attenzione avrà la lezioni di cucina on line in streaming proposta dallo chef del Ristorante San Domenico di Imola Valentino Marcattilii insieme a Italiatelle per Taste of Imola: l’evento è avvenuto in diretta e in collegamento con New York, dove era presente un allievo d’eccezione: Michael White, chef pluristellato e proprietario di Altamarea Group. Uno dei maestri gelatieri più apprezzati di Bologna, Andrea Bandiera della Cremeria Scirocco, insieme ad Irinox ha spiegato come la tecnologia del freddo aiuta l’artigiano nel lavoro quotidiano.

Presentato il progetto “Erba”, nuova frontiera dell’allevamento “sano” che utilizza foraggio naturale e capi allevati con criteri rispettosi, il tutto proposto da Lem Carni in collaborazione con l’Università di Bologna Dipartimento scienze mediche e veterinarie e con l’associazione Aife.

Caber, altro marchio eccellente dell’alimentare Made in Bo, celebre per la salamoia bolognese, all’Expo ha presentato Presal nuovo progetto brevettato di sale iodato protetto, alta tecnologia per proteggere lo iodio anche dopo cottura e nel tempo, mantenendo quelle peculiarità che proteggono l’organismo da infarti ed ictus.

Come l’innovazione e la tecnologia possono aiutare a produrre, è il tema proposto dal Cermac, Consorzio di produttori italiani di macchine, accessori e attrezzature per l’agricoltura, la zootecnia e l’agroindustria: un prodotto dunque che si conservi più a lungo e sia utilizzabile nei paesi dove la produzione interna viene esaurita presto, tema di grande attualità ad Expo.

La tre giorni bolognese all’Expo si è conclusa nel solco della tradizione bolognese: venerdì sera nella Piazzetta esibizione di polka chinata maschile bolognese, un ballo storico coreografico, che risale all’800, appartenente alla categoria del liscio “filuzziano” originariamente ballato tra soli uomini sotto i portici del centro storico di Bologna. L’esibizione curata da Antonio Clemente e Loris Brini.