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Editoriale

Una ripresa che sia davvero per tutti

Di Valerio Veronesi
Di Valerio Veronesi
Presidente Cna Bologna

L’economia è ripartita o sono in corso solo lievi miglioramenti che non influiscono sulle imprese artigiane? E’ una domanda importante a cui occorre dare una riposta. Perché se da un lato Governo, Banca d’Italia e altri importanti stakeholder non hanno dubbi sul fatto che la ripresa sia in atto, per tanti piccoli imprenditori i segnali continuano ad essere di grande difficoltà.

Dunque dove sta la verità? Come sempre sta nel mezzo. Nel senso che per una parte di imprese la fiducia sta crescendo, ma per un numero consistente siamo ancora in una situazione critica. Come è possibile allora appartenere al primo gruppo, quello di chi vede balenare qualcosa di rosa nel futuro? Cna lo va ribadendo da tempo, le aziende che hanno puntato decise sui mercati esteri sicuramente dispongono di armi più efficaci per contrastare la crisi.

Per questa ragione Cna sta sviluppando i suoi servizi sull'internazionalizzazione e accompagnerà le imprese sui mercati esteri, con particolare attenzione al mercato cinese, col quale come potete leggere nelle prossime pagine sono state già avviate iniziative con imprese dell’area di Shanghai.

Ma se Cna e le sue imprese ce la stanno mettendo tutta per confermare i segnali positivi della ripresa, è indispensabile che non siano lasciate sole ad affrontare questa battaglia. Fuor di metafora occorre che il governo nella sua prossima legge di stabilità metta in campo misure utili alle pmi.

E’ la prima “Finanziaria” dopo tanti anni che non ha il rigore come unico obiettivo, dunque è quella in cui si può spingere sul pedale dell’acceleratore. La prima mossa non può che essere una riduzione della pressione fiscale, che sta attanagliando le imprese: basti pensare che secondo i calcoli Cna un’impresa fino a settembre lavora per pagare le tasse, solo negli ultimi quattro mesi comincia a guadagnare.

Le aziende che hanno puntato su innovazione e sui mercati esteri hanno più forza contro la crisi

Su come possa avvenire una riduzione fiscale, non c’è che l’imbarazzo della scelta: abolire l’Imu sugli immobili dell’azienda; abolire l’aumento della ritenuta fiscale sui bonifici bancari per le operazioni di ristrutturazione energetica; tassare il reddito secondo il criterio di cassa per evitare che si paghino imposte su redditi non ancora incassati; concedere benefici fiscali alle imprese che reinvestono gli utili in azienda. Insomma i margini di intervento ci sono, il Governo ha fatto promesse importanti, confidiamo che vengano mantenute e Cna vigilerà con attenzione in questo senso.

Ma voglio concludere con una buona notizia, riportata dai quotidiani bolognesi: la crescita di imprese artigiane nel centro storico di Bologna, un dato in controtendenza come non si vedeva da anni. Che non solo fa bene alle imprese, ma a tutto il tessuto urbano riqualificato dalle presenze degli artigiani. Una buona notizia che però ci riporta al discorso precedente: se vogliamo che queste imprese continuino ad operare con successo e magari ne arrivino anche altre, le Istituzioni devono essere al loro fianco, togliendo balzelli che ne frenano la crescita.

Per scrivere a Valerio Veronesi
ilpresidenterisponde@bo.cna.it

La prossima legge di stabilità deve concretamente ridurre il carico fiscale